A PROPOSITO DI VINI NUOVI….
C’ERANO UNA VOLTA… UN SABATO PERFETTO, TANTI PICCOLI MENNEA e PERSONE D’ALTRI TEMPI….
Fin da bambino il risveglio della bella stagione coincideva con il risveglio di interessi enoici.
La settimana scolastica era finita, sabato alla mezza nelle vecchie aule del Castello, guardavo a destra e Silvano è pronto, guardavo a sinistra e Guglie aveva già la mano sulla cartella, i nostri quadricipiti tesi come Mennea a Città del Messico una decina di anni dopo….la maestra Pietrina disse la frase solenne “ALLORA CI VEDIAMO LUNEDÌ!” È stato come la pistola dello starter! tutti a scattare fuori come cavallette, iniziava la corsa all’impazzata per le vie quasi deserte del paese, obiettivo la casa natia e ….LE COMICHE!!! Eh si, proprio all’ora di pranzo, prima del noioso TG, c’era un programma “OGGI LE COMICHE”, condotto da Renzo Palmer che selezionava le più belle scene comiche degli anni 50. Quei comici unici e intramontabili, con la dote di fare ridere non solo i loro coetanei ma anche generazioni future, con una semplicità sbalorditiva, fatta di equivoci, botte fasulle, cadute rocambolesche, azioni funamboliche. Così durante il tragitto verso casa pensavo già alle risate con Buster Keaton, Stanlio e Olio, Charlie Chaplin, Gianni e Pinotto. Poi , entrando in cortile, i miei progetti ridaroli andavano in fumo , perchè vedevo mio padre intento a caricare sul camion le decine di damigiane di vino appena venduto al nostro cugino di Avigliana, Giacomino, e ai suoi amici. Una velata tristezza si disegna sul mio viso immacolato subito consolata dal pensiero che è imminente un pranzo coi fiocchi.
Eh si, perchè la vendita del vino che si effettuava al sabato mattina era poi seguita da una spettacolare tavolata coi clienti, altro che il mio solito piatto di spaghetti! Mia mamma dava il meglio di se, preparando manicaretti all’altezza della più grande tradizione piemontese.
-salame crudo e cotto di Teresina del Furnè(ancora ne sogno il profumo)
-medaglioni di prosciutto cotto e tonno affogati nella gelatina fatta in casa( sapori purtroppo che rimpiango da 50 anni)
-tajarin al ragù fatti in casa usando abbondanti uova di produzione propria
– coniglio nostrano al sivè( da spolpare fino all’ultimo ossicino)
e per concludere la diversamente dieta mediterranea , un imponente tiramisù, fatto con i savoiardi inzuppati nel caffè e adornato con bastoncini colorati di zucchero che gli conferivano quasi un aspetto regale.
Saluto di fretta gli ospiti, butto la cartella dove capita, via il grembiule nero, lavata veloce in stile felino e mi siedo impaziente a tavola. Mia madre mi dice che ci vuole ancora mezz’ora…WOW, allora c’è tempo per vedermi OGGI LE COMICHE!…un sabato perfetto, rien a dire.
Questa tradizione si è persa perchè il tempo ha cambiato le nostre abitudini, stili di vita e anche i modi di bere. Le grandi damigiane stanno ormai scomparendo, come sono scomparse quelle famiglie con un consumo medio di 2 lt giornalieri. Sono cambiati i gusti dei clienti e il nostro modo di fare vino insieme a loro.
Per chi ama ancora il vino sfuso oggi si utilizzano i pratici BAG IN BOX da 10-20 lt di Rosè, Barbera, Nebbiolo e questo è il momento giusto per accaparrarseli, sono a disposizione.
intanto penso e…come vorrei ritornare un attimo quel bambino fermo nel cortile , mio padre e Giacomino con le damigiane in spalla, tra fatica e risate, la cantina che si svuotava, e sapori di altri tempi che inconsciamente stavano per imprimersi per sempre nella mia memoria…
N.B. rifarei anche quella corsa a perdifiato ma con un defibrillatore a portata di mano, beninteso


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