A MAGLIANO E IN OGNI CANTINA SI ODE…LIEVITI FAR FESTA…
….ma per le vie del borgo
dal ribollir de’ tini
va l’aspro odor dei vini
l’anime a rallegrar…
Così il Carducci, 150 anni fa, immortalava in modo eterno il più importante momento di tutta la vinificazione, e questo breve video che ho fatto ad una mia botte in fermentazione della futura Barbera d’Alba 2016, ne rende l’idea, e fa capire perché i nostri nonni non dicevano che il mosto fermentava ma che “bolliva ! “. I lieviti, che per tutta l’estate si sono goduti le ferie spaparanzati al sole collinare sulla buccia degli acini, ora si trovano a “mollo” nel mosto, si rimboccano le maniche e cominciano a lavorare per noi. Senza alcun contratto a termine o da cooperativa interinale ma con un grande senso di volontariato, questi microrganismi unicellulari, ci danno dentro con entusiasmo per trasformare lo zucchero dell’uva in alcool, aromi, sapori e ….gas (CO2). Questa anidride carbonica sale in superfice producendo l’effetto “bollitura”, in fondo è un modo chiassoso per festeggiare la nascita di una loro nuova, enoica creatura.
La poesia del Carducci però, mi ricorda un altro nostalgico momento. Ero nel cortile di casa, sempre in ottobre, ma di un ventennio fa, quando un’amica di mia mamma, tale Marisa Alfero, camminava sulla strada adiacente per andare a far la spesa in paese. Ci salutammo e lei, respirando a piene narici, mi disse compiaciuta: ” IL VINO QUEST’ANNO DEVE ESSERE BUONO, PERCHE’ TUO NONNO ALBERTO MI DICEVA CHE SE DALLA STRADA SI SENTIVA IL PROFUMO DEL VINO CHE BOLLIVA, ERA SEGNO DI UNA GRANDE ANNATA!!”. Sorrisi, senza dare grande importanza a questa frase, ma non potevo immaginare che un giorno l’avrei ricordata, scritta e pubblicata.
Quindi possono trascorrere 150 o 20 anni, ma qualche tradizione e qualche aspetto della vita, non cambiano, sta a noi dargli il giusto valore.
Stasera, finiti i lavori in cantina, laverò il pavimento, spegnerò le luci e nello scuro silenzio sentirò” il ribollir de’ tini”….però non penserò al Carducci, ma a mio nonno e mio padre che nello stesso posto, nello stesso momento sentivano gli stessi rumori, gli stessi profumi, pensando a tutto ciò che mi hanno insegnato….sorriderò con un accennato rimpianto e in quel preciso momento capirò un’altra volta cos’è…LA NOSTALGIA DEL PASSATO
Alby ahimè poco Carducciniano ma, orgogliosamente, poeta-contadino


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