A MAGLIANO CI SONO … BIGONCE PERDUTE e AGRICOLTORI FORTUNATI…

La vendemmia delle uve rosse è alle porte e, a giudicare dagli avvenimementi, poco avrà a che fare con quelle precedenti, quando sole e siccità ci accompagnavano fino a ottobre. Ma il contadino sa che bisogna mettere in conto che prima o dopo succede, come lo sapevano bene mio nonno e mio padre.
A tale proposito i miei ricordi di ragazzino mi riportano al grosso recipiente in legno della foto “L’ ARBI” (bigoncia per i diversamente indigeni).
Il legno è stato il materiale più usato nelle vecchie cantine prima dell’arrivo di plastica e inox, ma presentava alcuni inconvenienti : il peso, l’igiene, e la conservazione.
Infatti le bigonce venivano utilizzate solo in vendemmia, poi venivano dimenticate sotto qualche porticato per tutto il resto dell’anno. Ma a metà settembre eccole rispuntare nei cortili dove si cercava di ripristinare la tenuta del legno ormai rinsecchito con bagnature continue e mastici enologici.
Venivano caricate poi sui rimorchi e portate nelle piccole stradine vignaiole, dove i portatori più robusti(mio padre) le riempivano con le ceste di uva raccolte.
Non mi sovviene più l’anno esatto, ma ricordo che aveva piovuto per tutta la settimana, obbligando i vendemmiatori ad un riposo forzato. Mio padre era seriamente preoccupato per la sanità delle uve, in quanto le muffe avrebbero cominciato ad attaccarle….e così fu!. Alla ripresa della raccolta il fungo della Botrytis si era impossessato dei frutti, tant’è che quando si versavano le ceste nelle bigonce, una nuvola di fumo grigio si alzava dalla bigoncia; questo particolare mi è rimasto impresso e lo associo sempre quando vedo la foto di un ARBI, come associo i volti usurati dei servitori della terra, delle loro fatiche immani con 40 kg sulla spalla che raramente venivano ripagate con un equo guadagno,…..quei tempi sono finiti, rimangono solo ricordi di BIGONCE PERDUTE e la consapevolezza che possiamo ritenerci AGRICOLTORI FORTUNATI…..buona vendemmia colleghi