La portiera dell’auto si è appena chiusa, finisco di allacciarmi gli scarponcini, alzo la testa, il cielo è terso, l’aria umida dai giorni precedenti mi invade i polmoni e penso “FEDE HA IL SOLITO C…O (fortuna)”

A Piobesi ci sono stati …IL FANTASMA DI CUSTER, VESTITI DI FANGO E UN CANTASTORIE BAMBINO.…

La portiera dell’auto si è appena chiusa, finisco di allacciarmi gli scarponcini, alzo la testa, il cielo è terso, l’aria umida dai giorni precedenti mi invade i polmoni e penso “FEDE HA IL SOLITO C…O(fortuna)”.

E si! Perché organizzare un pranzo in vigna il 9 novembre, con le piogge dei giorni precedenti, o hai perso l’uso della ragione o hai dei Santi che ti proteggono oppure semplicemente ci provi.

Comunque sia mi avvio nei filari di Arneis che mi faranno da palcoscenico. I miei passi sono quasi dispiaciuti nel rovinare le collane di perle che la rugiada ha pazientemente tessuto sull’erba nella notte, vedo il lungo tavolo che Fede e Roberta hanno costruito in mezzo al filare, mi fermo e osservo….la prospettiva mi fa venire in mente i binari di un treno, un treno che tra un po’ sarà popolato da clienti-amici o amici-clienti stupiti e felici, un treno di passione, di fatiche, di lotte, di innovazioni, di cambiamenti e tradizioni, di invenzioni dell’anima…..e lontano bambini corrono felici…

Il mio scopo sarà quello di guidare le persone in un viaggio emozionale tra vecchi riti di S Martino, tra spiegazioni tecniche di vignaiolo dai capelli cenerini che ha visto la viticoltura cambiare filosofia e modo di operare, tra racconti di un bambino che ha vissuto la sua infanzia tra vigneti e lavori infantili controvoglia, per fare capire quali sono le ragioni del cordone ombelicale che ci lega a queste pettinate colline roerine , con i loro colori e i loro frutti.

Non sono molto preoccupato della riuscita della mia performance perché con me ci sarà una brava narratrice , tanto simpatica quanto garbata,a darmi manforte con letture poetiche, un paio di musicisti giovani quanto veterani con le loro chitarre e un profondo conoscitore dei segreti del Roero, un po’ geologo e un po’ poeta.

L’arrivo del “tamagnun”pieno zeppo di curiosi è il segnale della genesi dell’evento…..si parte .

Tutto procede come previsto con i filari che prendono vita , si riempiono di improvvisi cacciatori di RAP ed S.MARTIN, che useranno poi in audace aperitivo ….LA SOMA D’AJ !!…..e lontano bambini corrono felici….

Tutti in attesa dell’ordine di attacco all’arma bianca …”ED ORA TUTTI ALLA TAULA LUUUUUNGA !”, dove una vecchia stufa scalda la sfiziosa Bagna Cauda di Rosanna, dove il bollito di Colomba si fa apprezzare come qualità e cottura perfetta ma soprattutto possiamo degustare l’intera produzione vinicola della cantina Destefanis che con un evento così ha voluto far capire ai commensali come in questo mondo moderno, dove c’è la volontà di portare un appiattimento dei gusti, dei comportamenti, dei divertimenti c’è spazio per essere diversi, innovativi e rivoluzionari riscoprendo le tradizioni…..e intanto i bambini corrono felici….

Il sole cadente mi avverte di un impegno imminente nella mia cantina, saluto cordialmente e mi avvio…..Poi…..poi qualcosa attira la mia attenzione.

Quei bambini che correvano spensierati sono vicini a me , sfiniti dalle corse nel fango, imbrattati di terra fino al midollo, seduti a ridere e scherzare….inconsapevolmente hanno acceso il file della mia memoria e mi rivedo nella campagna di S. Bernardo con i miei amici dalle braghe corte, correre dietro ad un pallone, dare la caccia a mostri inesistenti, a guerreggiare tra cow boy e Apache, con un ramo in mano che fa da winchester e una penna di fagiano tra i capelli. Sorrido, mentre il fumo della mia pipa segue la direzione del vento, e immagino…

Chissà, magari tra cinquant’anni questi bambini si ritroveranno a ricordare la loro infanzia e a qualcuno gli verrà in mente questo sabato, dove la natura, la libertà, la gioia,la fantasia, il fango, hanno vinto sulla tecnologia,tablet, la noia, la ripetitività, il cellulare ipnotizzatore….proprio come il generale Custer e i Cheyenne.

Lascio la valle di Piobesi soddisfatto e felice ,come tutti i commensali, che serberanno un ricordo di una giornata emozionale difficilmente ripetibile, ed un Cantastorie che ha trovato il modo di far rivivere a suo modo il fantasma incacchiato del generale Custer, perché a lui dopotutto la scampagnata a Little Big Horn non è andata così bene e sapete perché???….perchè non aveva il C….O (fortuna) di Federico