La ricordo bene quella camera dove dormivo sonni infantili, era sulla sinistra della scala, un letto, un armadio, un comò, due finestre con vetri sottili….ma ad un bambino di paese negli anni ’70 bastava..
A MAGLIANO C’E’ STATO…UN BABBO NATALE TROPPO RANCIN E ….UN PAIO DI PATTINI ….
La ricordo bene quella camera dove dormivo sonni infantili, era sulla sinistra della scala, un letto, un armadio, un comò, due finestre con vetri sottili….ma ad un bambino di paese negli anni ’70 bastava e comunque, non avendo altra scelta , me la facevo bastare.
Per tre quarti dell’anno tutto filava liscio, ma d’inverno, il fatto di non avere alcun tipo di riscaldamento, pesava non poco sul mio gracile fisico.
Per alleviare le mie pene termiche, mia mamma prendeva un tubo di metallo, il predecessore rameico della borsa dell’acqua calda, e lo riempiva con l’acqua calda del putagè, lo infilava tra le mie lenzuola e…che goduria quel calore sui piedi!
Ma c’era un giorno invernale in cui sarei andato a dormire anche sottozero.. la sera del 24 dicembre….perchè sapevo che al mio risveglio i regali erano là, magicamente in fondo al letto, pronti a divertirmi e stupirmi ancora una volta.
E fino ai 7-8 anni tutto procedeva bene con nuovi giochi come i soldatini Atlantic, il proiettore festa color, il subbuteo, la pista delle macchinine Polistil, qualche pistola giocattolo.
Negli anni seguenti cominciò un lento e poco gradito decrescere della quantità di giochi a favore di vestiti, libri, dolciumi vari finchè un bel mattino del 25 natalizio, si toccò il fondo !!.
Mi svegliai prima dell’alba, con la sorpresa e l’entusiasmo che solo un bambino può avere in quel momento atteso da un anno giusto giusto, nel vedere quel grande pacco, laggiù ai miei piedi, pronto per essere scartato.
Con un salto degno di un leopardo del Serengeti, ghermisco la preda e la faccio a pezzi senza pietà per il cartaceo involucro…ma…sul mio bel visino si disegnò la delusione più grande : un cesto pieno zeppo di arachidi, mandarini, e brioches….tutto lì!!!!
Non potevo crederci.
Ero incacchiato nero, presi il cesto, lo portai nella stanza dei miei, glielo rovesciai sul letto, e con i lacrimoni che scendevano dalle guance, urlai rabbiosamente:“NEANCHE UN GIOCO,NEANCHE UN GIOCO!!”.
Tornai nella mia stanza a finire il piagnisteo….che brutto Natale!. Non mi ricordo bene come andò a finire, probabilmente i miei genitori rimediarono con qualche regalo postumo.
Ma la lezione servì e l’anno dopo un fantastico dono. Penso fosse il dicembre 1972 quando chiesi espressamente a mio nonno, di ricevere da Gesù bambino un bel paio di pattini a rotelle.
E così fu, al mio risveglio natalizio il grande pacco mi aspettava in fondo al letto.
Con la stessa avidità di un disperso nel deserto alla vista di una fresca sorgente, aprii la scatola ed ecco tra le mie mani gli agognati pattini con cinturini di plastica rossi, ruote nere e lunghezza regolabile. . fantastici. . .ricordo con un sorriso che svegliai mio padre perché mi aiutasse ad adattarli il miei piedi.
Non potendo provarli sul marciapiede innevato , andammo da mio nonno dove c’era una lunga stalla con un altrettanto lungo corridoio.
Mio nonno era seduto sulla sedia nel suo ruolo di sovraintendente al foraggiamento delle mucche, gli mostrai fiero il mio regalo e mi chinai per indossarli.
Finita l’operazione mi disse in piemontese sarcastico” li hai voluto i pattini? e allora vai!!!” e mi rifilò una possente stampellata nel sedere .
Cominciai ad arrancare , cercando di tenermi in equilibrio come Charlie Chaplin sul ghiaccio, attraversai tutto il corridoio per finire rovinosamente su un mucchio di paglia. . .piansi per l’affronto e lo odiai per qualche minuto. . . ma in fondo che m’importava , avevo i miei pattini fiammanti e non chiedevo altro per vivere un buon Natale ….che peccato essere cresciuto…
BUON NATALE


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