Mio padre era più tranquillo, l’ultimo giorno di vendemmia si era spento in un tramonto rosso, quasi come se la natura volesse dire : “LA MIA PARTE L’HO FATTA, VADO A RIPOSARE….IN CANTINA ORA TOCCA A TE”. Infatti, finite le immani fatiche su dalle scarpate viticole con grevi ceste sulle spalle, finiti i giorni in cui si pigiava con i piedi l’uva nelle bigonce fino a tarda ora alla luce di una fioca lampadina, finite le cene alle 11 di sera,si ritornava finalmente alla normale vita contadina. Però, dopo aver placato gli istinti famelici, vedevo mio padre che, invece di prendere la direzione dell’ammaliante sofà, stranamente andava in cantina. Io, con la curiosità tipica di un esploratore infantile, lo seguivo. La sua mano forte mi guidava e mi faceva accomodare su un vecchio “scagnet”. Lui saliva su quella vecchia scala a pioli in legno, per raggiungere la sommità delle grandi botti in legno. Qui prendeva una sorta di zappa in legno e le sue robuste braccia l’affondavano nel cappello di vinacce in fermentazione…più e più volte….io non capivo ma rimanevo lì a guardarlo con il mento appoggiato sulle braccine scarne, mentre il profumo del mosto mi inebriava.

Ora capisco…., stava follando il mosto in fermentazione, fase cruciale di tutto il processo della vinificazione. Manipolando delicatamente le bucce delle uve si effettua una estrazione di colori, aromi, profumi. In questo momento , e solo in questo momento, posso decidere la struttura, il corpo, il bouquet del vino futuro. Oggi ci sono diverse tecniche per arrivare all’agoniato risultato : rimontaggi manuali e automatici, délestage, termovinificazioni continue. Quanti esperimenti, quanti errori ho fatto per trovare la giusta sequenza di lavorazione per ogni mio vino rosso. E poi dipende dalla maturazione dell’uva, dallo spessore della buccia, quindi bisogna adattare le lavorazioni ad ogni annata……Vi sembra difficile? …Un pò,!!… ma quanto è bello riuscire a fare le cose più difficili !!!
Nel video sto facendo un rimontaggio all’ultimo Nebbiolo che ho vendemmiato…..e guardo queste immagini con la stessa intensità di quel bambino biondo seduto sullo “scagnet”…sempre incantato ma con qualche rimpianto…peccato non ci siano più lo scagnet, quella scala a pioli e quelle forti braccia